Renata Gili

Perché il Covid non va dimenticato

Una scena cui mi capita spesso di assistere in questo periodo è la conversazione fra due colleghi, uno sta male, ha i sintomi di un’infezione respiratoria, ma è comunque andato a lavorare. L’altro gli chiede come sta, preoccupato più per il rischio di essere contagiato che per la salute del compagno. La risposta varia dal “ho preso freddo” al “ho il raffreddore ma non è covid”. “Hai fatto il tampone?”, replica quello sano, vista la sicurezza con cui l’altro nega di avere il covid. La risposta, solitamente, è no. Ma perché ha ancora senso parlare di covid nel 2024? Certo, non è più come prima: con la variante omicron, i vaccini e la quasi totalità delle persone contagiate almeno una volta, i sintomi sono generalmente più lievi. Attenzione, però. Ciò non significa, come spesso si sente dire, che il covid sia diventato un banale raffreddore. Capita, infatti, che i sintomi siano più pesanti di un semplice naso che cola e se a essere colpito è un soggetto anziano o fragile la situazione può diventare grave. Inoltre, sia i giovani che gli anziani possono sviluppare il “long covid”, con stanchezza e malessere anche per mesi dopo l’infezione. Che cosa dobbiamo fare, quindi? Niente terrorismo, niente isolamento, nulla di ciò che ci ricordi anche solo lontanamente il 2020, state tranquilli. Ma in caso di sintomi respiratori alcune piccole attenzioni sì, sarebbe opportuno continuare a farle. Un esempio? Anche se non sembra andare più di moda, modificare il proprio comportamento per cercare di limitare la diffusione di virus che causano malattie come covid e influenza. Tradotto: quando siete malati state a casa. Fa bene agli altri, che non si contagiano, e a sé stessi, perché se si riposa qualche giorno si guarisce più in fretta e meglio. Se proprio non è possibile, utilizzate una mascherina quando condividete ambienti chiusi con altre persone. Non è vero, poi, che fare un tampone non serve più: sapere di avere il covid rende ancora più importanti queste piccole attenzioni perché il virus che lo causa è molto più contagioso di tutti gli altri comuni virus respiratori. Ricordiamoci, infine, che in questo periodo ci si può vaccinare contro covid e influenza. È certamente corretto non parlare di covid negli stessi termini con cui ne abbiamo parlato durante la pandemia ma non facciamo il solito errore di passare da un estremo all’altro: questa malattia, specialmente per alcuni, può essere pericolosa. E ognuno di noi può fare la propria, piccola, parte.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 15 ottobre 2024]