È arrivato quel periodo dell’anno in si leggono notizie sul presunto livello di gravità della stagione influenzale che sta per cominciare. C’è chi dice che sarà un inverno duro, chi dice che i virus respiratori circoleranno più degli altri anni, chi invece è ottimista. Poche certezze, insomma. Ed effettivamente fare questo tipo di previsioni è estremamente difficile, possiamo dire impossibile, perché i virus influenzali cambiano costantemente e ogni epidemia influenzale è diversa da quella dell’anno prima. Non ci resta che aspettare e vedere come andrà, quindi? Non proprio, perché almeno una certezza ce l’abbiamo: possiamo vaccinarci. Il vaccino antinfluenzale riduce il rischio di ammalarsi e di sviluppare sintomi gravi per i quali si può anche finire in ospedale, frequenti soprattutto nei più anziani, nei più piccoli o nelle persone affette da altre malattie croniche. E se ci si ammala comunque, attenua i sintomi favorendo una guarigione più veloce. I benefici si contano per tutti, adulti e bambini, sani e ammalati. Chi mi dice, però, che il vaccino funzionerà bene, visto che il virus cambia da un anno all’altro? Come prima, non possiamo fare previsioni a priori. Per produrre il vaccino antinfluenzale, infatti, ci vogliono diversi mesi e il processo produttivo inizia nel mese di febbraio sulla base dei virus circolanti nella stagione precedente. Alcuni anni, quindi, funziona meglio, altri un po’ meno bene. Una certezza, però, ce l’abbiamo pure in questo caso: anche negli anni in cui il vaccino non corrisponde perfettamente al nuovo virus influenzale circolante, offre comunque un discreto livello di protezione. Che non è cosa da poco: tendiamo, infatti, a definire questa malattia come banale, ma non è così. È causa di diverse migliaia di morti ogni anno e i sintomi, anche nei più giovani e forti, costringono a letto per giorni: febbre superiore ai 38°C, tosse, raffreddore, dolori ossei e muscolari, mal di testa e grave malessere. In Piemonte la campagna vaccinale è appena partita e il vaccino è gratuito per chi ha più di sessant’anni, per i bambini sotto i sei, per le persone fragili e i loro contatti stretti e per quelle più esposte al contagio per via del proprio lavoro, come gli operatori sanitari e il personale scolastico. È bene sottolineare, però, che chiunque lo desideri può recarsi in farmacia per farselo somministrare. Il mio consiglio è di vaccinarvi: per alcuni significa evitare una brutta seccatura, per altri salvarsi la vita.
[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 8 ottobre 2024]
Fonti
https://www.cdc.gov/flu-forecasting/about/index.html
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/vaccinazione-antinfluenzale-2024
https://www.cdc.gov/flu-vaccines-work/php/effectiveness-studies/index.html