Renata Gili

Il virus sinciziale e la sanità pubblica

Chiunque abbia dei figli conosce, ne sono certa, il virus respiratorio sinciziale e, se i figli sono piccoli, ne è anche piuttosto impaurito. Infatti, nonostante nella maggior dei casi di infezione i sintomi non siano preoccupanti (naso che cola, qualche linea di febbre), se a essere contagiati sono i bambini nei primi mesi di vita o quelli più fragili le cose possono diventare gravi: anziché rimanere nel naso, può succedere che il virus colpisca i polmoni causando una pericolosa malattia, la bronchiolite. Non parliamo di un problema raro. Pensate che, solo in Piemonte, nel 2023, il virus ha causato oltre 1.000 ricoveri di neonati con meno di un anno e di più di 1.500 accessi in pronto soccorso. Ma qual è il problema, non si possono curare questi bambini? Il punto è proprio questo: non esiste una terapia specifica e nemmeno un vaccino. Fino a poco tempo fa, insomma, non potevamo fare niente per curare o prevenire questa malattia. Finalmente, però, oggi qualcosa è cambiato: abbiamo un farmaco, il nirsevimab, che può essere somministrato a tutti i bambini minori di un anno. Parliamo di un medicinale molto efficace che riduce drasticamente il rischio di ospedalizzazione associato a questo virus. Fino a qualche mese fa sembrava che il nirsevimab non fosse disponibile per tutti: a settembre 2024, proprio a ridosso dell’inizio della nuova stagione epidemica da virus respiratorio sinciziale, il Ministero della Salute aveva comunicato che solo nelle regioni con i conti della sanità in ordine (tredici su venti, per lo più al centro e al nord) lo si sarebbe potuto somministrare ai neonati gratuitamente. La nota del Ministero diceva, insomma, una cosa molto grave: i bambini avrebbero potuto ricevere il medicinale gratis solo al nord; al sud, invece, la possibilità di proteggere i figli sarebbe dipesa dal conto in banca dei genitori, che avrebbero dovuto comprarlo di tasca propria. Le proteste sono state immediate e il Ministero, fortunatamente, ha risposto con un dietrofront. Possiamo dire, insomma, che una storia che sembrava molto brutta si è conclusa con un lieto fine: tutti i bambini di età minore di un anno possono oggi essere protetti da questa pericolosa infezione che mette a rischio la loro vita. Una bella notizia che non solo ci fa capire l’importanza della scienza che avanza, ma anche quella di avere un Servizio Sanitario Nazionale che fa sì che i traguardi scientifici siano disponibili per tutti.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 12 novembre 2024]

Fonti

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/profilassi-contro-bronchiolite-virus-respiratorio-sinciziale-rsv

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/al-via-campagna-immunizzazione-gratuita-base-volontaria-contro-virus-respiratorio-sinciziale