Renata Gili

L’uso consapevole degli antibiotici

Nel 1928 Alexander Fleming scoprì la penicillina. Non venne utilizzata subito: ci vollero anni per capire come purificare e produrre questa molecola in grandi quantità ma durante la Seconda Guerra Mondiale gli scienziati ci riuscirono. La penicillina fu il primo antibiotico usato su larga scala e fu una rivoluzione. Prima della scoperta degli antibiotici i batteri, come quelli che causano la polmonite o la tubercolosi, erano responsabili di centinaia di migliaia di decessi ogni anno e noi eravamo completamente impotenti. Era sufficiente una banale ferita per contrarre gravi infezioni che facilmente portavano a morte il paziente. L’impatto degli antibiotici fu straordinario: nei decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale la mortalità delle malattie infettive scese drasticamente e l’aspettativa di vita aumentò di oltre dieci anni. Purtroppo, l’ampio uso di antibiotici che ne conseguì fece luce su un problema inimmaginabile prima di allora. Molto presto ci si accorse che i batteri contro cui gli antibiotici erano diretti sapevano difendersi dalle armi che la scienza aveva messo a punto per combatterli. Alcuni, infatti, imparano a “schivare” gli antibiotici, altri si camuffano rendendo gli antibiotici incapaci di riconoscere il bersaglio. I batteri, insomma, imparano strategie per rendere inefficaci questi farmaci diventando resistenti alla loro azione. Oggi questo problema è diventato grave: esistono batteri contro i quali abbiamo solo uno o due antibiotici utilizzabili, perché tutti gli altri non funzionano più, o addirittura batteri per cui non abbiamo più antibiotici efficaci a disposizione. Una situazione preoccupante per la quale ogni anno muoiono oltre 35.000 persone solo in Europa. Il paradosso è che, in un certo senso, siamo noi a insegnare ai batteri a diventare resistenti. Come? Per esempio, usando gli antibiotici in modo eccessivo e scorretto. Occorre tenere a mente, infatti, che questi farmaci sono utili solo in caso di infezione batterica. Contro i virus, come quelli che causano il raffreddore o l’influenza, non servono. Questa settimana, dal 18 al 24 novembre, ricorre la settimana mondiale sull’uso consapevole degli antibiotici che ci ricorda che ognuno di noi, medici compresi, può fare la sua parte. Gli antibiotici, infatti, vanno presi esclusivamente quando necessario. Il rischio che corriamo, altrimenti, è di fare un passo indietro lungo oltre cent’anni, e nessuno di noi lo vorrebbe.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 19 novembre 2024]

Fonti

https://antibiotic.ecdc.europa.eu/sites/default/files/images/EAAD-infographic-2022.png