Renata Gili

Il Covid non è solo raffreddore

Il covid si è trasformato in un banale raffreddore, dice qualcuno. Purtroppo, non è così. Non solo per le persone anziane o per quelle fragili, che se contagiate corrono il rischio di finire in ospedale. Il discorso vale anche per i più giovani, almeno per due motivi. Da un lato, infatti, capita spesso che i sintomi vadano oltre quelli di un semplice raffreddore: il malessere, il mal di testa e la febbre talvolta alta possono costringere a letto per giorni anche le persone più sane e forti. Dall’altra, dovremmo averlo imparato, con i virus non si scherza, e infatti non è affatto infrequente che in seguito al covid si sviluppino disturbi che possono durare anche per diverse settimane dopo la fase acuta dell’infezione. Mi riferisco al cosiddetto long-covid, caratterizzato per esempio da stanchezza, difficoltà di concentrazione e peggioramento delle prestazioni fisiche. E no, non si tratta di problemi che interessano esclusivamente i più fragili o coloro che hanno avuto una forma grave di malattia. Un recente studio ha infatti dimostrato che, fra quelli contagiati, il 25% dei Marines – uno su quattro – ha sviluppato il long covid. Stiamo parlando, appunto, dei Marines, i soldati della fanteria di marina dell’esercito statunitense: in altre parole, di persone in salute, giovani e in ottima forma. Insomma, sebbene il long covid sia più frequente fra chi ha sviluppato una forma grave di malattia e fra le persone più anziane, chiunque, dopo l’infezione, può andare incontro a questa spiacevole complicanza. A questo punto vi starete chiedendo: cosa possiamo fare per prevenirla? Rispondo alla domanda con due considerazioni. La prima è che, fortunatamente, con l’avvento della variante omicron (ovvero l’attuale variante in circolazione) il rischio di long covid si è in parte ridotto. La seconda è che, nonostante ciò, questo rischio non si è azzerato ma rimane, anche se non uguale per tutti: il pericolo per le persone vaccinate è, infatti, minore. Cosa significa? Semplice: che uno strumento per prevenire il long covid c’è e si chiama vaccino. Nelle ultime settimane è partita, in Piemonte e nelle altre regioni, la campagna vaccinale contro il covid e l’influenza. I due vaccini, infatti, possono essere somministrati contemporaneamente, uno sul braccio destro e l’altro sul sinistro. Il mio consiglio è di vaccinarvi: non solo potete evitarvi la seccatura di una settimana a letto malati, ma anche ridurre il rischio di spiacevoli complicanze.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 29 ottobre 2024]

Fonti

https://www.thelancet.com/journals/lanam/article/PIIS2667-193X(24)00236-9/fulltext

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2403211?fbclid=IwY2xjawGLWahleHRuA2FlbQIxMAABHUHDan3J0RDR29sckxtndOIWMbbVVrKAfwM24d_ron2cQAL3yDOfZKq-Xg_aem_JtqRuInUqM97uH8od0z1fg