Renata Gili

Influenza? Va bene il vaccino anche ora

Nelle settimane successive alle vacanze di Natale si leggono sempre notizie preoccupanti circa l’affollamento di ospedali e ambulatori dei medici di famiglia. La causa? Il virus dell’influenza, che in questo periodo circola con particolare intensità. Si stima che solo negli ultimi sette giorni, in Italia, le persone colpite da una sindrome influenzale siano state oltre 800.000, di cui circa 60.000 piemontesi. Cosa significano questi numeri? È una stagione influenzale più intensa rispetto alle precedenti? La risposta, nonostante spesso si senta affermare il contrario, è no, essenzialmente per due motivi. Il primo è che il numero di soggetti ammalati è molto alto ma non è superiore a quello degli anni passati, anzi: veniamo da due stagioni, quelle successive alla pandemia covid, molto intense, che hanno visto ammalarsi un numero di persone ben più alto di quello attuale. Ce lo aspettavamo: a causa dei lockdown non eravamo stati esposti ai virus respiratori e con il ritorno alla vita normale questi microrganismi hanno trovato un numero più alto di persone da infettare perché non immuni. Non è un caso che nel 2022 e nel 2023 il picco dell’epidemia influenzale venne raggiunto in anticipo rispetto al solito, intorno alla fine di dicembre. Adesso stiamo tornando alla situazione pre-covid: vedremo crescere i casi di influenza ancora per una o due settimane e poi, da fine gennaio o inizio febbraio, inizieranno a diminuire. Il secondo motivo è che non è vero che quest’anno siamo di fronte a un’infezione più aggressiva degli scorsi anni. La verità, a tal proposito, è che l’influenza – quella “vera”, causata dal virus dell’influenza e non da altri comuni virus responsabili, per esempio, di una lieve tosse o di un raffreddore – non è mai leggera, nonostante tendiamo a classificarla come banale. È infatti caratterizzata da febbre alta che può durare fino a cinque o sei giorni e costringere a letto anche i più giovani. Come possiamo ridurre il rischio di ammalarci e di sviluppare una forma grave di malattia? Intanto, seguendo alcune semplici regole come lavarsi spesso le mani quando si è in giro e utilizzare una mascherina quando ci si trova in luoghi affollati come i mezzi pubblici. Ma soprattutto vaccinandosi. Vero, il periodo ottimale per sottoporsi alla vaccinazione è già passato da un pezzo, ma per chi non l’avesse fatto ricordatevi che tardi è meglio di mai. Il virus circolerà ancora per diverse settimane: siete in tempo.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 21 gennaio 2025]

Fonti

https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1737119710.pdf

https://www.seremi.it/sites/default/files/Settimana%2002-2025%20RESPIVIRNET%20Piemonte.pdf