Altroché causare morti improvvise, i vaccini salvano vite. Gli esempi sono innumerevoli: da quello contro il morbillo, grazie al quale le epidemie annuali che colpivano decine di migliaia di bambini fino alla fine degli anni Ottanta oggi possono essere annoverate tra i brutti ricordi del passato, a quello contro il covid che solo nel 2021, in Italia, ha salvato oltre ventiduemila persone. Ce n’è, poi, uno particolarmente importante perché ci protegge da una malattia pericolosa: il cancro. Parlo del vaccino contro il papilloma virus (HPV), microrganismo che causa la quasi totalità dei tumori della cervice uterina (o collo dell’utero), che ancora oggi nel nostro paese uccidono oltre duemila donne ogni anno. Proprio qualche giorno fa è stato pubblicato uno studio che ci dà conferma, ancora una volta, dell’efficacia del medicinale. I dati dell’analisi in questione si riferiscono a donne molto giovani, hanno infatti meno di venticinque anni, età in cui immaginare una diagnosi di cancro che mette a rischio la vita ci sembra difficile e pure terribilmente ingiusto. Per fortuna, però, i numeri portano ottime notizie. Se fra il 1992 e il 1994 le donne appartenenti a questa fascia anagrafica morte a causa di un cancro del collo dell’utero erano cinquantacinque, fra il 2019 e il 2021 i decessi di questo tipo sono stati soltanto tredici. Cosa è cambiato? Da un lato, è bene sottolineare la maggiore diffusione del pap-test, fondamentale per diagnosticare un tumore in fase precoce e iniziare la terapia tempestivamente. Solo con il pap-test, però, non avremmo visto un calo della mortalità così marcato, specialmente negli ultimi anni. Questo risultato sorprendente lo dobbiamo, infatti, al vaccino, grazie al quale la prevenzione del tumore del collo dell’utero è davvero semplice: sono sufficienti due dosi per togliersi il problema, meglio se somministrate prima dell’inizio dell’attività sessuale, intorno agli undici o dodici anni. Attenzione: non fate l’errore di pensare che sia un vaccino solo femminile. Il virus HPV, infatti, è molto inclusivo e non fa alcuna distinzione di genere. Anche gli uomini possono contrarre l’infezione e sviluppare, seppur con minore frequenza, altri tipi di tumore a livello genitale, della bocca o della gola, che possono essere sia maschili che femminili. Insomma, vaccinate i vostri figli adolescenti. Se pensate al loro futuro, questo è uno dei regali più belli che potete fargli.
[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 3 dicembre 2024]
Fonti
https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/2827212