Negli USA chi è nato prima del 1957 è considerato immune al morbillo: è dato per scontato che sia protetto dalla malattia, non importa se vaccinato o no. Prima del vaccino, infatti, quasi tutti si ammalavano durante l’infanzia. Il virus del morbillo si comportava in un modo ben preciso: ogni 2-3 anni causava epidemie che colpivano la maggior parte delle persone suscettibili, mai infettate prima. L’ondata epidemica lasciava un buon livello di immunità nella popolazione e il virus circolava in modo limitato per qualche anno. Nel frattempo, però, nascevano nuovi bambini, tornava a crescere il numero di suscettibili e a un certo punto partiva una nuova ondata. Non sempre filava tutto liscio: 1 bambino su 20 si ammalava di polmonite e 1 su 1.000 di encefalite, una grave infiammazione del cervello. In generale, 1-2 bimbi su 1.000 malati morivano. Solo in Italia, prima dei vaccini, avevamo decine di migliaia di casi all’anno: immaginate i morti. Questo è ciò che succederebbe ancora oggi. Grazie al vaccino, però, la circolazione del virus si è drasticamente ridotta. Ma solo con un numero di vaccinati abbastanza elevato (circa il 95% della popolazione) smetterebbe di diffondersi. Si parla di immunità di gregge, traguardo ancora mai ottenuto in Italia. Prima del 2017, anno dell’obbligo vaccinale che ha molto migliorato la situazione, le nostre percentuali di vaccinati erano ridicole. Nel 2015 non superavano l’85%, minori di Ghana e Burkina Faso. Non è un caso, quindi, che il virus abbia continuato, seppur meno degli anni pre-vaccino, a circolare. Nel 2017, per esempio, ci fu un’epidemia con circa 5.000 casi e diversi decessi. Eravamo quinti al mondo per casi di morbillo: non un risultato di cui andare fieri. Oggi c’è chi chiede di abolire l’obbligo vaccinale. Tanto, dice, la maggior parte delle persone si vaccinerebbe ugualmente. Senza, però, considerare che, anche se una buona parte di genitori continuasse a vaccinare i propri figli, i bimbi non vaccinati, crescendo, si sommerebbero ai nuovi bambini che man mano non verrebbero vaccinati: negli anni aumenterebbe il numero di persone suscettibili all’infezione, base per il verificarsi di nuove epidemie. L’irresponsabilità di alcuni (oggi possibile, sottolineiamolo, grazie alla responsabilità dei più) aprirebbe al virus strade che potrebbero essere chiuse, mettendo a rischio la salute non solo dei non vaccinati ma di tutti. Soprattutto dei più fragili che, pur volendo, quel vaccino non potrebbero farlo.
[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 16 luglio 2024]
Fonti
https://www.cdc.gov/vaccines/vpd/measles/index.html
https://www.epicentro.iss.it/vaccini/dati_ita#morbillo
https://www.epicentro.iss.it/morbillo/bollettino/RM_News_2018_37%20def.pdf