Renata Gili

Crema solare, un piccolo sacrificio per salvarci la pelle

Sui social se ne sentono di tutti i colori e, con l’inizio dell’estate, gli attacchi antiscientifici non possono che essere rivolti alla crema solare: c’è chi dice che è pericolosa e qualcuno afferma addirittura che sia essa stessa la causa di alcuni tumori della pelle. È vero? Ovviamente no, ma l’arrivo del caldo e l’avvicinarsi delle vacanze sono un’ottima occasione per fare il punto sull’argomento. La prima domanda a cui rispondere è: quale crema utilizzare per proteggersi dal sole? Per una scelta corretta è bene considerare almeno due elementi. Uno è lo spettro di protezione. I raggi ultravioletti, ovvero la componente dei raggi solari che più danneggiano la nostra pelle, possono essere di due tipi: quelli di tipo A, principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo, e quelli di tipo B, causa di brutte scottature. Attenzione, però: queste radiazioni non provocano solo problemi fastidiosi (e, se parliamo di scottature, pure dolorosi) ma aumentano anche il rischio di sviluppare certi tipi di cancro della pelle. Una crema solare ad ampio spettro ci protegge da entrambe le tipologie di raggi. Il secondo elemento è il fattore di protezione solare, comunemente indicato con l’acronimo SPF. Un prodotto con SPF 50, per esempio, protegge da una quantità di radiazioni solari cinquanta volte superiori a quelle che provocherebbero una scottatura sulla pelle non protetta. Per essere protetti da invecchiamento cutaneo, scottature e cancro, quindi, la crema da utilizzare deve essere ad ampio spettro e caratterizzata da un alto SPF (almeno 15, meglio ancora se 30 o 50). La seconda domanda da porsi è: utilizziamo la crema in maniera corretta? Quasi mai. Per funzionare a dovere, infatti, dovrebbe essere applicata 15-20 minuti prima dell’esposizione solare in abbondanti quantità: in media, per coprire il corpo di un adulto, 30 grammi di crema (equivalenti a circa due cucchiai da minestra colmi). Non facciamoci ingannare, infine, dalla scritta “resistente all’acqua”: questo significa che la crema rimane efficace in acqua per alcuni minuti, di solito fra i quaranta e gli ottanta, ma è comunque inevitabile che durante il bagno venga rimossa. Ecco perché la crema deve essere riapplicata regolarmente: in generale ogni due ore, ma anche più frequentemente in caso di attività che fanno sudare o se si fa il bagno. Noioso? Molto. Ma è un piccolo sacrificio per salvarci la pelle. Certo, una buona alterativa esiste: stare all’ombra.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 2 luglio 2024]

Fonti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3543289

https://www.fda.gov/drugs/understanding-over-counter-medicines/sunscreen-how-help-protect-your-skin-sun