Renata Gili

Se la parità passa anche dal vaccino contro il papillomavirus

Nei giorni scorsi a Torino c’è stata la quarta edizione di Mind the Gap, il festival transfemminista intersezionale. Probabilmente vi state chiedendo almeno due cose. La prima, non negatelo, è: cosa significa “transfemminismo intersezionale”? Nemmeno io lo sapevo e grazie agli organizzatori ho imparato che è un movimento che non rappresenta solo la lotta delle donne ma che ha come senso profondo la decostruzione di ogni forma di discriminazione per esempio dovuta a disuguaglianze economiche, orientamento sessuale o credo religioso. Ma veniamo alla seconda domanda che magari vi state ponendo. Cosa c’entra questo festival con una rubrica a tema medico? C’entra, perché nel fitto programma della manifestazione c’era un evento dal titolo “HPV, questo sconosciuto!” al quale ho avuto il piacere e l’onore di essere invitata come relatrice. E dal momento che l’incontro ha riscosso molto interesse, ho deciso di riportare qui le principali questioni relative al vaccino contro il papilloma virus umano (HPV) affinché siano disponibili anche per chi non era presente. Primo, il vaccino contro HPV non è un vaccino qualunque ma è un vaccino che ci protegge dal cancro, in particolare da quello al collo dell’utero. Una donna che non si infetta, infatti, non sviluppa questo tumore, e il vaccino serve proprio a evitare l’infezione. Secondo, stiamo parlando di un vaccino che protegge dall’infezione (e, quindi, dal cancro) con un’efficacia ben superiore al 90%. Facciamo un esempio concreto: in Scozia, dal 2008 a oggi, nelle donne vaccinate contro HPV a 12 anni non si è verificato nemmeno un caso (zero!) di tumore al collo dell’utero. Tre, il vaccino è sicuro. Dopo quasi 300 milioni di dosi somministrate fino a oggi non si sono verificati effetti avversi gravi. Al massimo un poco di dolore al braccio o qualche linea di febbre. Sopportabile? Direi di sì. Quarta cosa, il vaccino raggiunge la sua massima efficacia se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale e proprio per questo è raccomandato (e gratuito) a 12 anni: una gita al centro vaccinale potrebbe essere un bel regalo per il futuro dei vostri figli. Quinto, ricordatevi che l’HPV non fa distinzioni di genere: anche i maschi devono vaccinarsi. Infine, tenete a mente che ci si può vaccinare anche da adulti. Il rischio di contrarre il virus, infatti, rimane rilevante per tutta la vita sessualmente attiva. Se non siete vaccinati parlatene con il vostro medico e non pensate che sia troppo tardi.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 16 aprile 2024]