Renata Gili

Il cancro al collo dell’utero può sparire come il vaiolo: il vaccino c’è

Una piccola cicatrice sul braccio: questo è ciò che oggi rimane di una malattia ormai scomparsa, il solo segno che ci ricorda il vaiolo, con i milioni di morti e la paura che scatenava intorno a sé. Una piccola cicatrice sul braccio, marchio inconfondibile di una vaccinazione che salvava la vita, oggi nient’altro che lontano ricordo di persone nate prima degli anni Ottanta. Una piccola cicatrice sul braccio, ma non sul braccio di tutti: da molti anni questo vaccino non serve più, il vaiolo è stato eliminato dalla faccia della Terra, non è più un problema nostro. Per i più giovani è quasi leggenda, per tutti è segno di vittoria della scienza e potenza dei vaccini: dal 1977 i casi di vaiolo nel mondo sono pari a zero. Oggi il cancro ci fa paura quanto un tempo il vaiolo e tutti noi vorremmo fargli fare la stessa fine. Un sogno apparentemente impossibile ma che, per un tumore, potrebbe invece realizzarsi. Sto parlando del cancro del collo dell’utero, causato dal virus del papilloma umano (HPV) e responsabile ogni anno di centinaia di migliaia di morti in tutto il mondo. Il bello è che per questa affermazione non mi baso su ipotesi o stime teoriche ma su dati concreti. Sapete quanti tumori di questo tipo sono stati registrati in Scozia, dal 2008 a oggi, nelle donne vaccinate contro HPV all’età di 12 anni? Zero, proprio come gli attuali casi di vaiolo. Un colpo di fortuna? No. In Australia, paese caratterizzato da elevate percentuali di vaccinazione contro HPV, sono sempre più vicini a eliminare questa malattia. Come è possibile? Per capirlo occorre sapere che se non tutte le infezioni da HPV si trasformano in cancro, tutti i casi di tumore del collo dell’utero derivano da questa infezione: una donna che non si infetta non svilupperà il tumore. In altre parole, vaccinandoci non solo preveniamo – con un’efficacia superiore all’80% – l’infezione ma anche il cancro. Questo, unito al fatto che il vaccino contro HPV è in grado di indurre l’immunità di gregge, ovvero di rallentare la circolazione del virus nel caso in cui la percentuale di persone vaccinate sia sufficientemente alta, rende realizzabile l’obiettivo di cancellare dal nostro pianeta questa malattia come abbiamo fatto con il vaiolo. Ricordatevi, però, un fattore fondamentale: la percentuale di vaccinati deve essere elevata. Fate vaccinare i vostri figli: grazie a questo gesto una malattia che oggi causa dolore e sofferenze potrebbe trasformarsi, per loro, in un ricordo lontano.

[Articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica Torino martedì 30 gennaio 2024]

Fonti

https://academic.oup.com/jnci/advance-article/doi/10.1093/jnci/djad263/7577291